“Cos’è sta puzza nell’aria, mi sto sentendo male”: notte di paura tra Napoli e Agro Aversano, sversamento di solvente alla PPG di Caivano
Puzza irrespirabile e gola in fiamme: “Cos’è sta puzza?” – Panico nell’hinterland per fuga di solvente a Caivano
Stamattina l’hinterland a nord di Napoli e l’intero Agro Aversano si sono svegliati avvolti da una puzza acre, insopportabile. E’ iniziata così, con un post diventato virale in pochi minuti – “COS’E’ STA PUZZA NELL’ARIA???? MI STO SENTENDO MALE” – la notte di paura che ha tenuto svegli migliaia di cittadini.
Sotto quel post, centinaia di commenti identici. C’è chi racconta di essersi chiuso in casa nonostante il caldo afoso perché l’aria fuori era irrespirabile, chi parla di bruciore forte alla gola e agli occhi, nausea, mal di testa. Una situazione che ha immediatamente risvegliato l’incubo peggiore di queste terre, quello della Terra dei Fuochi, in un’area che paga ancora oggi un prezzo altissimo in termini di salute.
A far scattare l’allarme in tempo reale
sono stati i cittadini di un’area vastissima: Aversa, Carinaro, Gricignano d’Aversa, Sant’Arpino, Succivo, Orta di Atella, Teverola e tutti i comuni limitrofi. I sindaci sono stati tempestati di telefonate e hanno a loro volta allertato ASL e Vigili del Fuoco.
Solo a tarda sera è arrivata la prima risposta ufficiale, come riporta Repubblica. Il sindaco di Aversa, Francesco Matacena, ha comunicato quanto accertato dalla Sala Operativa e dal Nucleo NBCR di Napoli dei Vigili del Fuoco, specializzato in rischi chimici: la fonte dell’esalazione era lo stabilimento PPG di Caivano, azienda del comparto vernici nella zona ASI, dove un silos aveva lasciato fuoriuscire una sostanza solvente. Gli operatori sono riusciti a fermare la perdita.
Stamattina la ricostruzione più dettagliata è arrivata dal sindaco di Caivano, Antonio Angelino. Il problema si è originato in due cisterne, due silos della PPG. La squadra antincendio interna ha provato una diluizione delle sostanze, rivelatasi però insufficiente a bloccare la reazione chimica e a fermare la diffusione della puzza. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri. La prima segnalazione è delle 22:03.
Un impianto che, ha ricordato lo stesso Angelino, è classificato a rischio e rientra nel piano emergenziale esterno della Prefettura in base alla direttiva Seveso. Non è la prima volta: nell’aprile 2003, nello stesso stabilimento allora a Pascarola, un’esplosione di un serbatoio di azoto causò la morte di quattro operai.
Ora a preoccupare di più è l’aspetto sanitario. Il sindaco di Caivano ha lamentato un intervento tardivo di ARPAC e ASL, a differenza dei Vigili del Fuoco subito operativi. La documentazione del sopralluogo è al momento solo nei verbali dei pompieri. E’ probabile che la Procura di Napoli Nord apra un fascicolo.
Nelle prossime ore è attesa una riunione d’urgenza in Prefettura con tutti i Comuni coinvolti. Ma per i cittadini resta la paura e una domanda senza risposta: cosa abbiamo respirato per ore?