Terremoto a Caserta, scossa avvertita anche in Molise e Lazio

Scossa di terremoto ieri a Caserta avvertita anche in Molise e in Lazio

Ieri 3 gennaio 2023 una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 si è registrata a Caserta, la scossa è stata avvertita anche in Molise e Lazio. Secondo quanto riportato dal sito fanpage.it l’episodio si è manifestato ieri verso le ore 16.54 con epicentro a San Pietro Infine. Ne ha dato notizia l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. San Pietro Infine è un piccolo comune in provincia di Caserta con 990 abitanti. Sorge ai piedi del monte Sambucaro e si trova ai confini con la regione Lazio e la regione Molise. Infatti anche in queste due regioni si è avvertita la scossa, soprattutto ad Isernia, Campobasso e Frosinone, fortunatamente senza alcuna conseguenza per persone e cose. Molta gente impaurita si è riversata in strada soprattutto nel comune di Venafro. L’unico movimento percepito dalla popolazione è stato quello di sedie e lampadari.

Cosa sono i terremoti?

Secondo quanto riportato dal sito Livelli di pericolo terremoti i terremoti sono generati dal brusco rilascio di energia lungo fratture presenti nella crosta terrestre. A causa del costante movimento delle placche tettoniche, enormi sforzi si accumulano continuamente nelle masse rocciose su entrambi i lati della frattura. Quando gli sforzi raggiungono un livello critico, si  scaricano  sotto forma di un improvviso movimento a scatti. L’energia che viene rilasciata si propaga sotto forma di onde attraverso la terra e sulla superficie terrestre, causando scuotimenti che vengono percepiti come terremoti.

La scala Richter e la scala Mercalli

Secondo il sito Terremoto: Richter e mercalli misurazioni a confronto per calcolare la magnitudo si usa l’indice Richter. Questo indice non si misura in gradi, ma rappresenta delle grandezze, corrispondenti all’ampiezza delle onde sismiche che un terremoto sprigiona al suo epicentro, elevate su base logaritmica. La scala Mercalli, invece, non è una grandezza ma, appunto, una scala lineare che valuta in gradi gli effetti distruttivi del sisma. Si va da un minimo di zero, pari a nessun effetto su popolazione, cose ed edifici, a un massimo di 12 gradi, pari alla distruzione totale. La scala Mercalli dunque è un indice empirico, che, ad esempio, non si può calcolare in un luogo desertico o disabitato, dove non c’è niente da distruggere. Essa rappresenta l’intensità con cui un terremoto si manifesta, in base alla sua capacità distruttiva. La misura Richter può assumere infiniti valori perché è il risultato di un calcolo e di una misurazione effettuata attraverso una strumentazione scientifica in dotazione dei sismografi. Per questo gli esperti ormai utilizzano solo la magnitudo e dunque la misura Richter, l’unica realmente calcolabile. Se paragoniamo un terremoto a un trasmissione radio, la magnitudo rappresenta la potenza della stazione trasmittente e la scala Mercalli l’intensità del segnale ricevuto.

Quali i movimenti e i danni causati in base al grado di intensità del sisma

Un terremoto fino a 3,5 di magnitudo come quello registrato ieri a Caserta è in genere paragonabile a un’intensità di secondo, terzo, al massimo quarto grado della scala Mercalli. Corrisponde a scosse avvertite dai sismografi ma pochissimo dalla popolazione e comunque solo ai piani più alti degli edifici all’interno della zona vicina all’epicentro. magnitudo 4 corrisponde al quinto grado della scala Mercalli e inizia a essere chiaramente percepito dalla popolazione: fa oscillare i lampadari, fa barcollare le persone, spaventa e spinge la gente a fuggire fuori di casa. Con la magnitudo 5 le scosse diventano fortissime, le possiamo paragonare a un grado 6 della scala Mercalli. Le scosse, a magnitudo 5, possono far crollare qualche casa, specie quelle mal costruite, e provocare delle vittime. E inoltre sono avvertite anche a centinaia di chilometri di distanza. Sul sito sono infine riportati i danni che possono causare i sismi  gradi più elevati.

 

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