Napoli: falsi green pass per Dubai ai familiari del boss Bosti, indagati due medici

Napoli, indagati due medici per falsi green pass ai familiari del boss Bosti, volevano andare a Dubai

A Napoli indagati due medici per aver fornito falsi green pass ai familiari del boss Bosti, volevano trascorrere il Capodanno a Dubai. Secondo quanto riportato su Fanpage.it, avevano programmato tutto alla perfezione corrompendo i medici. Dietro pagamento di una somma, hanno fornito green pass falsificati ai familiari del boss ai vertici dell’Alleanza di Secondigliano, per consentire loro di partire per Dubai.

Come si è svolto il reato

La famiglia Esposito, secondo gli inquirenti, avrebbe consegnato a Roberto Gasso, del centro di analisi di San Giorgio a Cremano, con l’intermediazione di Grazia Romairone, 300 euro per ottenere i falsi referti. I tamponi erano stati effettuati a Maria Bosti, figlia del boss, e a Susy Esposito, risultate entrambe positive. Ma a fare il test al posto delle donne si sarebbe presentato Salvatore Esposito, che avrebbe poi presentato le false certificazioni ai pubblici ufficiali in aeroporto. La partenza fu bloccata a Fiumicino: la famiglia fu sottoposta a un controllo Covid a campione e venne accertata la positività delle due donne.

L’ordinanza cautelare eseguita oggi dalla Squadra Mobile di Napoli

Per Grazia Romairone e per Bruno Bevilacqua, entrambi medici di base, sono stati disposti i domiciliari. Per Roberto Gasso, del centro di analisi omonimo di San Giorgio a Cremano (Napoli) é stata disposta la sospensione della professione. Tutti sono accusati di corruzione e falso. Esposito Salvatore, destinatario di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è invece gravemente indiziato di corruzione, falso e falsa attestazione a pubblico ufficiale.

Le truffe nel periodo covid

Nel periodo della pandemia, si sono registrate non poche truffe ai danni delle ASL. Uno degli episodi che abbiamo riportato sul nostro giornale, riguarda due infermieri gemelli, che prestavano servizio presso il distretto sanitario di base 27 (quartieri Vomero-Arenella). I due dietro pagamento, avevano creato un giro di clienti, con i quali pattuivano un prezzo. Rubavano il materiale dall’Asl di appartenenza e dietro pagamento convincevano i loro clienti a fare i tamponi perché gli esiti sarebbero stati più brevi ed efficienti rispetto a quelli dell’USCA.

 

 

 

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