Napoli, cade lo smartphone, un uomo picchia moglie e figlia e le minaccia con un coltello

Napoli, un uomo ubriaco picchia moglie e figlia e le minaccia con un coltello dopo la caduta del cellulare

E’ accaduto a Qualiano in provincia di Napoli, un uomo 42enne incensurato picchia moglie e figlia dopo che cade il suo cellulare. Non contento le minaccia con un coltello davanti ai 3 figli più piccoli. Secondo la versione riportata su Napolitoday nella famiglia già avevano luogo pesanti liti da 12 anni. I rapporti tra marito e moglie non erano dei migliori. Per un banalissimo incidente domestico è accaduto l’ennesimo episodio di violenza domestica. L’uomo accusa la figlia di avergli fatto cadere il cellulare e si scaglia con violenza contro la ragazza picchiandola. La madre si intromette per difendere la figlia ma viene travolta anche lei dalle percosse. Durante la lite l’uomo, non contento, prende il coltello e minaccia le due sotto gli occhi dei figli più piccoli.

Mentre stava accadendo la tragedia, le urla hanno attirato i passanti e qualcuno ha subito chiamato il 112. Quando i carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano sono intervenuti poco dopo, le due donne erano rannicchiate in un angolo. I lividi sul corpo segni della violenza subita mentre i tre bambini disperati piangevano. Il 42enne è finito in manette ed è ora in carcere, in attesa di giudizio.

I dati Istat sulla violenza domestica nel 2022

Secondo l’Istat, le donne uccise in una relazione di coppia o in famiglia dall’inizio del 2022 sono state più di 100. I dati sono allarmanti: il 58,8 per cento delle donne è vittima di un partner o ex partner, la cui età non certamente elevata (più di un omicida su 4 è nella fascia tra i 31 e i 44 anni. In cima alla graduatoria nazionale per numero di femminicidi si conferma anche nel  2022 Roma, ma con 8 femminicidi, a fronte dei 14 vittime del 2021), in calo anche Milano (5 femminicidi, 2 in meno rispetto all’anno scorso).  L’altro è che aumentano i femminicidi a mani nude (+26,3 per cento, con 24 donne uccise) e in particolare quelli da percosse, che passano dai 3 casi del 2021 agli 8  del 2022, accompagnati da esplosioni di rabbia spesso derivanti dalla  impossibilità di esercitare il proprio controllo sulle scelte o sui comportamenti delle vittime. La fotografia esatta, insomma, del retroterra culturale che insiste dietro al fenomeno del femminicidio.

Codice rosso, cosa prevede la nuova legge sulla violenza contro le donne

Il 17 luglio 2019 il parlamento ha approvato il Codice rosso, la legge contro la violenza sulle donne. Secondo quanto riportato su Lifegate tempi più rapidi per il processo, pene più dure e soprattutto introduzione di nuovi reati: il revenge porn e le lesioni permanenti al voto. Rimangono perplessità. Processi più rapidi, pene più severe, maggiori tutele per le vittime. E poi l’introduzione del reato del revenge porn, la vendetta perpetrata da un uomo nei confronti dell’ex compagna consistente nella diffusione sul web di video intimi, e quello di sfregio al volto. 

Il Codice rosso è di fatto una sorta di bollino di precedenza, proprio come succede per le priorità al pronto soccorso: in tutte le indagini relative a casi violenza domestica o di genere (ovvero maltrattamenti contro familiari e conviventi; violenza sessuale, aggravata e di gruppo atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne; atti persecutori; lesioni personali aggravate da legami familiari) la polizia giudiziaria e il pubblico ministero dovranno attivarsi immediatamente, e la vittima dovrà essere ascoltata entro 3 giorni dalla denuncia, per limitare al massimo la possibilità che la violenza possa essere reiterata. Al contrario, le donne avranno più tempo per denunciare una violenza subita: 12 mesi invece dei 6 previsti in genere dalla legge, un modo per consentire alle vittime di interiorizzare meglio l’accaduto.

Oggi è previsto il carcere (da uno a sei anni) per chi diffonde foto o video a contenuto sessuale per vendicarsi del partner dopo la fine di una relazione. La pena vale anche per chi riceve i file e li inoltra a sua volta. Aumentano invece tutte le pene già previste per gli altri delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi, con aggravanti quando la violenza sessuale è commessa a danno o in presenza di minori.

 

 

 

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