“INUTILE SU UNA SEDIA A ROTELLE”: LA FRASE CHOC DI GIANNINI SULLA DISABILITÀ, SCATENA LA RIVOLTA DEI CAREGIVER
Disabili al lavoro ( immagine generata con l’intelligenza artificiale )
Il giornalista Massimo Giannini usa la disabilità come metafora per attaccare il governo Meloni. La replica delle famiglie: “Le parole sono pietre. Qui si colpisce la dignità di milioni di vite”
La frase di Giannini sulla disabilità che ha fatto esplodere la polemica. Martedì sera, negli studi di “DiMartedì” su La7, il giornalista Massimo Giannini, ospite di Giovanni Floris, commenta la longevità del governo Meloni. Nel tentativo di ridimensionarne il dato politico, sceglie una metafora che gela il dibattito:
“La longevità è sicuramente un pregio, ma è condizione non sufficiente per fare un buon governo. È come un essere umano, siamo tutti contenti se un essere umano vive fino a cento, centodieci anni, ma bisogna vedere in che condizioni ci arriva. Se passa gli ultimi venti anni della sua esistenza immobile, su una sedia a rotelle a non fare nulla, è inutile che sia vissuto così tanto”.
Parole pronunciate in diretta tv che in poche ore rimbalzano sui social, scatenando la reazione durissima del mondo dei caregiver.
Immediatamente si scatena la polemica politica attraverso testate come “il Giornale” ma, soprattutto, c’è la reazione delle famiglie che ogni giorno vivono la disabilità non come slogan, ma come realtà. Tre di loro hanno affidato a questa redazione la propria risposta. Le pubblichiamo integralmente nello spirito, sintetizzando i passaggi più estesi per rispetto degli spazi, senza tradirne il senso.
Salvo, papà siciliano: “Dietro una carrozzina non c’è immobilità, c’è dignità”
Salvo vive in Sicilia ed è padre di un ragazzo con una disabilità rarissima. La sua replica è un atto d’accusa lucido contro l’uso della fragilità come insulto politico.
“Ci sono parole che fanno male più di uno scontro politico. Dire che una persona che passa gli ultimi anni della sua vita ‘su una sedia a rotelle’ abbia vissuto inutilmente, questo no. Non è tollerabile. Perché una persona disabile non è una vita inutile. Dietro una carrozzina ci sono madri, padri, figli, bambini, anziani. Persone che combattono dolore e fatica, ma vivono con dignità, coraggio e amore. Le parole hanno un peso enorme: quando dici che una vita fragile è ‘inutile’, ferisci milioni di persone che quella fragilità la vivono ogni giorno. E fa ancora più male dopo la morte di Alex Zanardi, che proprio da una sedia a rotelle ha insegnato al mondo cosa significhino forza e dignità. Il valore di una vita non si misura dalle gambe o dall’autosufficienza, ma dal cuore, dall’umanità, dall’amore. Certe parole non dovrebbero essere normalizzate. Mai”.
Anna, madre caregiver: “L’inutilità sta nello sguardo di chi non vede la vita nella disabilità”
Anna ha 17 anni di battaglie alle spalle. Suo figlio dal 2021 vive attaccato ai macchinari per respirare, a causa di un’asfissia neonatale. Oggi non riesce nemmeno più a metterlo sulla sedia da postura. La frase di Giannini per lei è “il rumore gelido di un pregiudizio che speravo superato”.
“Secondo il metro di Giannini, la vita di mio figlio sarebbe ‘inutile’? Una parabola biologica che non merita di essere vissuta? Caro Giannini, l’inutilità non sta nel corpo di chi soffre. L’inutilità sta nello sguardo di chi osserva una disabilità e non ci vede dentro la vita. Dire che un’esistenza in carrozzina è ‘inutile’ riporta l’orologio della civiltà indietro di secoli. È una visione dove chi non ‘produce’ è solo un peso morto. Mio figlio non è un esempio di inefficienza. I suoi macchinari sono vita, non il segno di un’esistenza che doveva finire prima. Da madre che riempie di amore ogni secondo di quella ‘immobilità’, chiedo che il giornalismo torni a dare valore alle parole. Le parole sono pietre: e quelle di Giannini hanno colpito migliaia di famiglie che lottano per dimostrare che ogni respiro ha un valore immenso. La vera sedia a rotelle è quella su cui siede uno spirito incapace di muoversi verso l’empatia”.
Tilde, mamma di un ragazzo autistico: “Definire inutile una vita è un giudizio sulla dignità umana stessa”
Breve, ma non meno netta, la chiosa di Tilde. Madre di un ragazzo autistico, sposta il fuoco dal caso singolo al principio generale.
“Molte persone anziane e/o disabili conducono una vita con relazioni ed emozioni non meno degne o significative di altri. Credo che definire ‘inutile’ la vita di un individuo per le sue disabilità sia un giudizio sulla dignità umana stessa”.
Il nodo: metafora politica o abilismo?
Criticare un esecutivo è diritto sacrosanto. Usare la condizione di milioni di cittadini fragili come sinonimo di “nulla” è un’altra cosa. È il confine che, secondo i caregiver, Giannini ha oltrepassato. Non è nostra intenzione, come sempre, entrare nella polemica politica ma il fatto che questa frase sia stata pronunciata da un noto esponente della stampa progressista, rende il tutto ancora più imbarazzante
Giannini non ha ancora replicato pubblicamente alle accuse. Ma il tema resta: quanto pesa il linguaggio quando entra nelle case di chi, la sedia a rotelle non la usa per una similitudine, ma per viverci?
Come ricorda Salvo, “una persona non vale meno perché non cammina”. E come scrive Anna, “ogni respiro ha un valore immenso, a prescindere che avvenga grazie a un polmone d’acciaio o sopra una sedia a rotelle”.
Le famiglie non chiedono scuse o frasi di circostanza. Chiedono rispetto e che politica ed informazione, smettano di inciampare sui corpi più fragili.
La redazione resta a disposizione per eventuali repliche o precisazioni degli interessati.