Il grido della caregiver Anna Combatti: ‘Siamo manovalanza a costo zero”

Anna Combatti- caregiver e mamma di Liberato

La vita di Anna Combatti, una madre e caregiver di un ragazzo in balia della disabilità

“Sono la mamma e caregiver di Liberato Avitabile, un ragazzo affetto da una gravissima disabilità, sottoposto a tracheotomia e portatore di PEG; per sopravvivere, necessita costantemente di macchinari. Mio figlio ha 16 anni e la sua vita è stata un susseguirsi di problematiche legate al suo stato di salute. Noi la vita non la viviamo, la subiamo: le istituzioni, invece di contribuire a darci un po’ di sollievo, sembrano danneggiarci sempre di più.”

Una vita di sacrifici e dedizione

“​Liberato non cammina, non parla, non può mangiare né bere per bocca; viene nutrito tramite una pompa gastrostomica (PEG). Trascorre le sue lunghe giornate a letto o, se non ha dolori, su una carrozzina. Quando era più piccolo riuscivo a portarlo a fare una passeggiata, ma adesso non più. Questa è solo una breve sintesi di cosa significhi la disabilità gravissima per mio figlio, per me e per i suoi fratelli, che da 16 anni lo seguiamo con amore e dedizione.”

Un impegno 24 ore su 24

“​La mia vita non è più mia, è un’appendice della sua. Per me non esistono ore di riposo: il mio è un impegno 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Quello che chiedo a chi si occupa di politiche sociali, alla Regione, al Ministero e al Governo — anche se temo che non verrà preso in considerazione — è un atto di realtà.”

La manovalanza a costo zero

“Io sono una caregiver. Non lavoro, perché il mio lavoro è accudire mio figlio in ogni suo bisogno. Tutto ciò non è minimamente riconosciuto dallo Stato: io sono solamente manovalanza a costo zero. Non avrò mai una pensione; non posso e non devo ammalarmi, altrimenti mio figlio resterebbe senza assistenza.”

L’appello di Anna Combatti per il riconoscimento e il rispetto dei caregiver e dei loro assistiti

“Chiediamo di non dover elemosinare ciò che ci spetta di diritto, senza l’ulteriore umiliazione di dover rendicontare ogni cosa. Servono servizi adatti ai nostri figli per quando noi non ci saremo più e il pieno riconoscimento della figura del caregiver. Con il nostro sacrificio, facciamo risparmiare cifre altissime all’amministrazione pubblica.”

Un grido d’allarme e un messaggio alla politica e alle istituzioni

“Mostrate più interesse per noi e per i nostri figli, e non fatelo solo durante la campagna elettorale.”

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