Alle ore 4.30 il 118 ha reso noto che sono 203 le persone rimaste ferite a Napoli durante i festeggiamenti per lo scudetto. A partire dalla serata di ieri e fino alle prime luci di oggi, il 118 di Napoli ha predisposto un servizio straordinario proprio in occasione della festa per il terzo titolo. Purtroppo il triste bilancio si è chiuso alle 4.30 con numerosi feriti ed un morto.
Secondo quanto riportato su Fanpage.it, tantissime le cause per le quali è stato necessario l’intervento dei sanitari: oltre, purtroppo, al 26enne morto e agli altri tre feriti a colpi di pistola, si sono registrate persone accoltellate, ferita dallo scoppio di petardi; diverse anche le persone ricoverate per fratture e lussazioni o per traumi e ferite lacero-contuse dovute a cadute o ad incidenti stradali.
Si segnalano persone poi soccorse anche per crisi asmatiche e respiratorie dovute all’inalazione dei numerosissimi fumogeni comparsi per le strade durante i festeggiamenti, oppure persone vittime di attacchi di panico. Si è registrata anche una overdose da sostanza stupefacente, nella fattispecie cocaina, così come non sono mancati i ricoveri causati dallo stato di alterazione da alcool e droga. Soccorsi anche tre esponenti delle forze dell’ordine, feriti in maniera lieve.
I fuochi d’artificio sono una gioia per gli occhi ma lo sono un po’ meno per le vie respiratorie. Pertanto si consiglia sempre alle persone che soffrono di asma e problemi respiratori di stare lontani dalle zone che vengono inquinate dai fuochi d’artificio. La combustione dei fuochi d’artificio può aumentare in misura notevole, almeno per breve tempo e a livello locale, la concentrazione di polveri fini (PM10). In particolare in presenza di basse temperature o di inversione termica (p. es. al di sotto di una coltre di nebbia alta), le particelle sospese rimangono a lungo nell’aria.
Oltre agli inquinanti atmosferici, anche il rumore è percepito da una parte della popolazione come molesto. Gli animali domestici e selvatici sono spaventati dal rumore improvviso e reagiscono fuggendo e quindi sprecando energie preziose soprattutto nel rigido periodo invernale.
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