STORIE DI CAREGIVER- TRAGEDIA DELL’INDIFFERENZA A PIETRALATA: Mamma e papà uccidono la figlioletta disabile e si tolgono la vita: “Da soli non ce la facciamo”

Pietralata, genitori caregiver uccidono la figlia disabile di 5 anni, il cane e si suicidano: tragedia dell’abbandono!

Con la storia di Pietralata non c’è, come al solito, un caregiver a cui chiedere il suo pensiero e le sue opinioni. Ci sono solo dei “fantasmi” che hanno detto tutto con un gesto eclatante senza proferire una sola parola.

Luca Ambasciano e Valentina Pambianco, 40 anni, e la piccola Bianca, 5 anni, con una grave disabilità dalla nascita prematura ed il loro cane, trovati morti nel loro appartamento a Pietralata. Una famiglia intera che non c’è più.

Hanno lasciato decine di lettere. Tutte con la stessa frase, quella che è ormai il grido nazionale dei caregiver: “Da soli non ce la facciamo”. ( Fonte: Tg La7 / cronaca nazionale 31 agosto – 1 settembre 2026 – Tragedia di Pietralata, Roma)

Ora chi pagherà per questo? Perché i figli “sono dello Stato” se i genitori hanno delle mancanze verso di loro, ma sono solo dei genitori quando questi provvedono quotidianamente a loro?

Ci diranno, come sempre, che la famiglia era in carico ai servizi. Che i nonni e gli zii erano presenti.

Ma se una famiglia è in carico e muore lo stesso sentendosi abbandonata, allora il carico è fallito. Il sistema è fallito.

Come era seguita? Aveva tutto quello che è necessario ad assicurare una vita dignitosa alla bambina e ai suoi genitori? La mamma aveva lasciato il lavoro per assistere la figlia. La risposta è già lì.

Queste non sono tragedie imprevedibili. Sono l’epilogo annunciato di una solitudine che il nostro Paese chiama ormai con un nome preciso: “disabilicidio”. Come Lucia, 78 anni, a Corleone a dicembre, che ha ucciso la figlia con disabilità di 47 anni e poi si è tolta la vita perché rimasta sola dopo la morte del marito.

Non serve un altro bonus una tantum. Serve riconoscere che l’amore familiare non è una risorsa inesauribile e gratuita su cui scaricare ciò che il pubblico non garantisce.

Serve una legge sul caregiver che sia presenza, non carta. Ascolto, non modulo.

Altrimenti domani ci sarà un altro appartamento chiuso dall’interno. Un altro fantasma che ci dirà tutto senza dire una parola.

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