Sciopero dei benzinai, confermato per il 25 e il 26 gennaio

Lo sciopero dei benzinai resta confermato per il 25 e il 26 gennaio

Lo sciopero dei benzinai resta confermato per il 25 e il 26 gennaio, i distributori resteranno chiusi 24 ore inclusi i self service. Le organizzazioni dei gestori Faib, Fegica, Figisc-Anisa dopo l’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso confermano lo sciopero sia su strade che autostrade.

Gli orari dello sciopero saranno: dalle 19 del 24 gennaio alle 19 del 26 gennaio. Secondo quanto riportato dal sito TGCOM24 con le modifiche al decreto sulla trasparenza proposte dal ministero, l’obbligo di comunicazione dei prezzi della benzina diventerà settimanale (e non giornaliero) e a ogni variazione del costo alla pompa. La chiusura per omessa comunicazione avverrà solo dopo quattro omissioni nell’arco di 60 giorni, e non più dopo tre senza limiti temporali anche non consecutivi. L’eventuale chiusura potrà essere decisa da uno a 30 giorni, mentre prima la previsione era da sette a 90 giorni.

Le sanzioni per chi non rispetta la norma

Le sanzioni per omessa comunicazione andranno da un minimo di 200 a un massimo di 800 euro, a seconda del fatturato dell’impianto (prima raggiungevano i 6mila euro). I benzinai reclamano “Decreto inutile, il cartello è una penalizzazione” questa la critica dei gestori dopo l’incontro con il governo. “inutile far abbassare i prezzi”. Giuseppe Sperduto della Faib commenta: “”una penalizzazione per un cartello inutile, siamo una categoria che basa il proprio lavoro sulla trasparenza e ora il decreto genera ulteriore confusione. Le nostre stazioni non sono delle frutterie”. “non è certo un cartello che può risolvere i problemi” spiega invece Massimo Terzi, di Anisa Confcommercio. Mentre Roberto Di Vincenzo, della Fegica dichiara: “c’è invece “un problema vero di riassetto del settore. I gestori hanno l’obbligo di comunicare ogni variazione di prezzo entro otto giorni. L’osservatorio prezzi è a disposizione di tutti. La rilevazione settimanale dei prezzi la fa il ministero”.

 

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