Scampia: appello alla Federazione Italiana Giuoco Calcio

Lo scrittore Rosario Esposito La Rossa, lancia un appello alla Federazione Italiana Calcio in vista della sfida Italia/Inghilterra

Rosario Esposito La Rossa, scrittore e storico libraio di Scampia, lancia un appello alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Ciò che La Rossa chiede è che mister Mancini possa portare la Nazionale Italiana ad allenarsi a Scampia. La Nazionale giocherà contro l’Inghilterra il prossimo 23 marzo allo stadio Maradona e la città è già in gran fermento.

La dichiarazione del consigliere di Città Metropolitana Salvatore Flocco

“Sarebbe un segnale di una forza inaudita per tutti i napoletani, ma soprattutto per i bambini e i ragazzi di Scampia, vedere i calciatori della nostra nazionale calpestare l’erba dello stadio intitolato ad Antonio Landieri, ucciso per errore dalla camorra nel 2004” – sono le parole del consigliere di Città Metropolitana Salvatore Flocco, da sempre tifoso appassionato del Napoli e del calcio.
“La città di Napoli sta vivendo un gran momento, ai balconi di ogni quartiere già sono comparse bandiere azzurre, e sono sicuro che in prossimità del 23 marzo spunteranno anche le bandiere dell’Italia. Per questo motivo insieme a Nicola Nardella, Presidente della Municipalità 8, ci associamo alle parole di Rosario, chiedendo a gran voce alla Federazione Italiana Calcio di accogliere questo appello.”

La storia di Antonio Landieri

Era il 6 novembre 2004 quando il disabile Antonio Landieri venne ucciso a Scampia per sbaglio dal killer Davide Francescone. Landieri, 25 anni, era in compagnia di altre 5 persone che furono ferite in quanto, scambiati insieme a lui, per una banda rivale. Antonio Mangiacapra, Salvatore Engheben, Mauro Mangiacapra, Vincenzo Trombetta e Giovanni De Rosa, secondo quanto riportato da fanpage.it, furono colpiti alle gambe. I 5 riuscirono a fuggire, mentre Landieri, a causa delle sue difficoltà a deambulare, non ci riuscì e subì un colpo mortale.

Antonio Landieri era nato a Scampia. A causa di complicazioni dovute al parto, fu colpito da una paralisi che gli provocò problemi di deambulazione. Quel 6 novembre 2004 il giovane fu colpito alla schiena da due proiettili, nel corso del raid nel rione Sette Palazzi, nel contesto della prima faida di Scampia. Non riuscì a scappare ed il killer lo rincorse e finì il suo compito con l’uccisione di Landieri. L’agguato si svolse nel rione Sette Palazzi, durante la prima faida di Scampia in cui si consumava il conflitto a fuoco tra gli Scissionisti e i Di Lauro.

La guerra ha coinvolto una serie di clan napoletani. Da una parte i Di Lauro di via Cupa dell’Arco a Secondigliano (capeggiati da Paolo Di Lauro), dall’altra gli “scissionisti“, anche detti “gli spagnoli” (perché aventi base operativa in Spagna).

Lo stadio Antonio Landieri a Scampia

L’8 novembre 2017, dopo 13 anni esatti dalla morte di Landieri, grazie alle istituzioni, alle associazioni e ai familiari delle altre vittime di camorra, viene inaugurato il nuovo stadio di via Hugo Pratt, che porterà il nome del ragazzo. Sul Mattino si legge che alla cerimonia erano presenti: l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris con l’ex giunta comunale. Inoltre erano presenti: il prefetto incaricato del ministero dell’Interno per il contrasto ai roghi in Campania Michele Campanaro, il direttore generale di Ecopneus Giovanni Corbetta e il consigliere del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Vittorio Sepe.

La dichiarazione della cognata di Antonio

Il giorno dell’inaugurazione dello stadio Landieri, la cognata di Antonio ha dichiarato:“Quella di oggi per noi è una rivalsa, per quel nome che è stato sporcato 13 anni fa. Oggi nel suo nome giocheranno tanti bambini su questo campo, anche i suoi nipoti, perché lui amava questo campo, che ora si tinge di verde. Tutti insieme dobbiamo far sì che le nostre vittime siano le vittime di tutti. Solo così la società si potrà ripulire dal male. Riprendiamo questo territorio, perché Scampia è nostra». 

 

 

 

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