Osservatorio Vesuviano: l’eruzione non può essere prevista servono vie di fuga

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Osservatorio Vesuviano: l’eruzione non può essere prevista servono vie di fuga, prove e informazione

Mastrolorenzo ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano: “L’eruzione non può essere prevista, servono vie di fuga e prove e informazione”. Queste le parole di Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo di fama internazionale e primo ricercatore dell’Osservatorio vesuviano. “I piani non sono adeguati. Impossibile prevedere se e quando i Campi Flegrei esploderanno. Servono vie di fuga, prove e informazione”. L’eruzione non può essere prevista – spiega – Chiunque dica che è possibile farlo commette un azzardo che si basa solo sulle sensazioni della Commissione di rischio, ma non ci sono evidenze scientifiche. Non abbiamo modelli a cui riferirci”.

Lo studioso è contrario alla proposta, giunta da alcuni esperti del settore, di evacuare alcune aree, tra cui Agnano e l’area della Solfatara: “Non capirei perché queste due zone e non le altre quando sappiamo che, in caso di evento vulcanico, le bocche eruttive potrebbero aprirsi in qualsiasi punto della caldera”.

Non si può sapere quando la situazione precipiterà

“Non esistono soglie di rischio che ci indicano quando la situazione precipiterà– continua Mastrolorenzo – E’ per questo che, da anni, propongo che le persone siano addestrate a evacuare anche durante un’eruzione. Non si tratta di un’esplosione nucleare, ma di un fenomeno che potrebbe durare giorni e l’importante è non essere in zona rossa quando si arriva al punto più critico. Quindi, con la dovuta informazione, con prove e con vie di fuga adeguate sarebbe possibile immaginare di evacuare i cittadini all’inizio dell’eruzione”. (NapoliToday)

“I piani non sono adeguati – prosegue Mastrolorenzo – non rispondono in alcun modo alle criticità che potrebbero verificarsi”.

Intanto le scosse continuano a manifestarsi con veri e propri sciami sismici che stanno mettendo in allarme la popolazione. Ieri notte una delle scosse più forti di magnitudo 4.2 della scala Richter, con l’ipocentro nella zona dei Campi Flegrei, tra Bagnoli e Pozzuoli, a una profondità di circa 3 chilometri. Una scossa così forte non si registrava da 40 anni, ma non c’è nessun segnale di imminente eruzione, dicono gli esperti. Ciò che occorre fare quanto prima é un’aggiornamento dei piani di emergenza.

La dichiarazione del sindaco di Pozzuoli

Ieri in occasione della forte scossa a Pozzuoli sono state chiuse le scuole per precauzione, ma sono state poi subito riaperte in quanto non c’è nessun allarme. “Noi parliamo con le istituzioni, c’è una commissione che valuta in base ad alcuni parametri i livelli di rischio e non c’è nulla che determini il passaggio da allerta gialla ad arancione del Comune di Pozzuoli e di tutti i campi flegrei. E’ vero, c’è stata un’intensificazione dell’attività della caldera, ma nulla che faccia preoccupare”. 

“I cittadini dovrebbero stare meno sui social e seguire più i canali istituzionali. Recentemente abbiamo organizzato giornate informative e non c’era quasi nessuno” ha detto il sindaco.

 

 

 

 

 

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