San Siro, spesso teatro di delusioni per il Napoli, si conferma un campo difficile: nei 79 incontri di Serie A disputati lì, gli azzurri hanno conquistato solo 9 successi. Una maledizione lunga decenni. Eppure, a volte, proprio lì si sono scritte pagine indelebili.

Uno di quei capitoli si aprì nella stagione 1986-87, quando l’Inter vinse 1-0 contro un Napoli con un Maradona dolorante ma ancora eroico. Altri scontri diretti hanno pesato nella corsa allo scudetto, come l’1-0 nerazzurro firmato da Dzeko in un’annata che sembrava tagliare fuori il Napoli, salvo poi essere smentita da un finale storico per i partenopei.

L’ultima gioia napoletana a Milano porta la data del 30 aprile 2017: Callejón, servito da Insigne, firmò l’1-0. Da allora, otto incroci e nemmeno una vittoria: cinque successi Inter, tre pareggi. Gli ultimi due, entrambi 1-1, avevano già mostrato un Napoli capace di resistere. Ma stavolta la posta era altissima.

Una sfida oltre il campo

Quella tra Inter e Napoli non era solo una gara di cartello: era un duello ad alta tensione, carico di risvolti psicologici. Gli azzurri, ridotti all’osso dalle assenze – Natan fuori, rosa corta – e avvelenati dalle polemiche dopo l’1-1 con il Verona, arrivavano in un clima teso. Conte aveva scelto il silenzio, il ds Manna aveva criticato apertamente l’arbitraggio.

Dall’altra parte, l’Inter guidava la classifica, con fiducia e continuità. Tutto faceva pensare a un’altra serata amara per i napoletani.

E invece, il Napoli ha sorpreso tutti. Ancora una volta.

La partita: botta e risposta, due volte

Bastano nove minuti per far esplodere il Meazza: Dimarco sblocca il match con un inserimento perfetto. L’Inter prende il controllo, il Napoli barcolla. I padroni di casa dominano il possesso, mettono in difficoltà Di Lorenzo e centrocampo, ma non affondano il colpo.

Prima dell’intervallo, arriva la svolta: Scott McTominay si inserisce in area e segna il gol del pareggio. Il Napoli è vivo e lo dimostra.

Nella ripresa la partita si accende ancora. L’Inter ci crede, aumenta i giri. Un errore di Rrahmani innesca l’episodio chiave: rigore assegnato dopo revisione VAR. Calhanoglu non sbaglia, l’Inter torna avanti. Conte protesta e viene espulso. Sembra la fine.

Ma il Napoli non molla. Neanche senza il suo tecnico in panchina.

Lo scozzese che zittisce San Siro

Come una figura mitica uscita dal folklore scozzese, McTominay si carica la squadra sulle spalle. Dopo l’ingresso vivace di Lang, è ancora lui a colpire: taglio perfetto, conclusione secca, ed è 2-2. Doppietta personale, gelo in tribuna, entusiasmo partenopeo.

Nel finale succede di tutto. Mkhitaryan colpisce il palo, l’Inter ci prova fino all’ultimo. Ma il Napoli resiste. E quando l’arbitro fischia la fine, il punteggio racconta un pareggio. Ma il messaggio che arriva è molto più forte.

Un pari che cambia la narrativa

In classifica l’Inter resta davanti, Napoli terzo a -4. Ma il segnale è chiaro: la corsa scudetto è tutt’altro che chiusa. Stellini, parlando per l’espulso Conte, lo conferma: “È un risultato giusto, abbiamo dimostrato carattere. Sul rigore, nessun commento.”

E poi le parole di McTominay, che pesano più di mille analisi:
“Abbiamo dato tutto. Provate a togliere all’Inter i nostri assenti e vedete come finisce.”

Una riflessione che lascia il segno. Come sarebbe andata con la rosa al completo? Forse non lo sapremo mai.

Ma una cosa è certa: questo Napoli, quando ha il fuoco dentro, può mettere in difficoltà chiunque. E la primavera, si sa, è la stagione delle grandi sorprese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *