Rovereto, non vaccinano la figlia con l’esavalente: multa da 500 euro annullata, il Giudice di Pace dà ragione ai genitori
Il flacone e la siringa con il libretto vaccinale e il martelletto del giudice: a Rovereto annullata la multa da 500 euro per mancata vaccinazione esavalente. Il Giudice di Pace ha dato ragione ai genitori per difetto di informazione.
Rovereto, genitori non vaccinano la figlia e prendono una multa da 500 euro: dopo 4 anni il Giudice di Pace annulla la sanzione per mancata informazione adeguata da parte dell’Apss
Rovereto, non vaccinano la figlia con l’esavalente e ricevono una multa da 500 euro, ma il Giudice di Pace annulla la sanzione e dà ragione ai genitori. È quanto accaduto a una coppia di Rovereto che nel 2019 aveva rifiutato di sottoporre la figlia, nata l’anno precedente, al ciclo vaccinale obbligatorio.
Cosa prevede la legge sui vaccini obbligatori
In Italia, dal 2017, sono obbligatorie per tutti i nuovi nati dieci vaccinazioni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti- epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.
La mancata somministrazione preclude l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne. Per i bambini e ragazzi più grandi è prevista una sanzione fino a 500 euro. Sono esonerati i bambini già immunizzati per malattia naturale e quelli con specifiche condizioni cliniche che rappresentano controindicazione permanente o temporanea.
Il caso di Rovereto e la multa dell’Apss
Nel 2019 due genitori di Rovereto si rifiutano di sottoporre la figlia al vaccino esavalente obbligatorio.
L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apss) procede quindi con la sanzione amministrativa. I genitori impugnano l’ingiunzione di pagamento e, dopo quattro anni, ottengono l’annullamento della multa.
Nel verbale di contestazione l’Apss aveva riportato che la coppia, dopo un colloquio con i medici, non aveva dato il nulla osta alle vaccinazioni riservandosi di effettuare in “motu proprio” ulteriori accertamenti.
I genitori hanno contestato di non aver ricevuto informazioni esaurienti e hanno prodotto in giudizio un documento rilasciato da un’altra azienda sanitaria in cui si attestava che il quadro clinico della bambina rientrava tra quelli per cui è previsto il differimento delle vaccinazioni.
Le motivazioni della sentenza: accolta la tesi dei genitori
Carte alla mano e sentite le parti, il Giudice di Pace ha accolto la tesi dei due genitori. Secondo quanto emerso, i genitori non sono stati sufficientemente informati e i loro dubbi, benché ritenuti infondati nel merito, non costituiscono il nocciolo della questione.
Per il giudice, l’Apss avrebbe dovuto mettere i genitori nella condizione di operare una scelta consapevole, conoscendone sia i rischi che i benefici derivanti dalle vaccinazioni, proprio per dipanare quei dubbi che portano all’esclusione del figlio dal programma vaccinale. Inoltre, la richiesta di differimento del trattamento vaccinale non può dirsi pretestuosa o elusiva, ma è risultata determinata da una situazione patologica della bambina certificata dalla documentazione medica prodotta in giudizio.
(Fonte: Corriere del Trentino)