II TAR dimezza l’assegno di cura di un ragazzo disabile, la madre: “I Diritti Non si Chiedono, si Difendono”

Una storia di dolore e ingiustizia: dimezzato dal TAR l’assegno di cura a Liberato

Il TAR dimezza l’assegno di cura ad un ragazzo con una disabilita gravissima. È La storia di Anna Combatti e di suo figlio Liberato ed è un esempio lampante di come il sistema possa fallire proprio con le persone più vulnerabili. Liberato, un ragazzo con disabilità gravissima, medicalmente assistito e monitorato da macchinari salvavita 24 ore su 24, si è visto dimezzare l’assegno di cura destinato a lui, da 1200 a 600€ mensili. Una decisione che ha lasciato senza fiato la famiglia e gli attivisti della Rete Caregiver Disabili Italia.

Rete Cargiver e Disabilità Italia

La mia reazione alla decisione del TAR è stata devastante”, racconta Anna. “Io avevo fatto ricorso al TAR contro la decurtazione dell’assegno di cura, passato da 1200 euro a 600 euro, nonostante mio figlio abbia diritto anche alla maggiorazione per ventilazione. Quando il TAR ha bocciato il ricorso, ho provato un senso di profonda ingiustizia”.

Una sentenza che solleva interrogativi

La sentenza del TAR Campania, che ha ritenuto legittima la riduzione dell’assegno di cura, ha sollevato più di un interrogativo sulla corretta applicazione della normativa nazionale e regionale a tutela delle persone con disabilità gravissima e delle loro famiglie caregiver. “La riduzione uniforme dell’importo dell’assegno di cura potrebbe sollevare dubbi rispetto ai principi di proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza dell’azione amministrativa“, afferma Marco Macri, referente nazionale della Rete Caregiver Disabili Italia.

Se potessi dire qualcosa al giudice, chiederei semplicemente di guardare la realtà”, continua Anna. “Mio figlio è un paziente gravissimo. Se fosse ricoverato in una struttura di terzo livello, il costo sarebbe tra i 7.000 e gli 8.000 euro al mese. Io invece lo assisto a casa, da sola, giorno e notte. E lo Stato cosa fa? Taglia il sostegno economico”.

Un appello per la dignità e la giustizia

La Rete Caregiver Disabili Italia sta valutando la possibilità di un appello dinanzi al Consiglio di Stato, affinché venga compiuta una più approfondita verifica della corretta applicazione delle norme vigenti e dell’effettiva tutela dei diritti delle persone non autosufficienti. “La vicenda non riguarda soltanto un singolo caso giudiziario, ma pone una questione più ampia: la reale tutela delle persone con disabilità gravissima e il riconoscimento del ruolo fondamentale dei caregiver familiari“, conclude Macri.

I diritti non si chiedono: si difendono

Nonostante tutto il dolore e le difficoltà, io continuerò ad andare avanti”, afferma Anna con determinazione. “Perché i diritti non si chiedono: si difendono. Continuerò a lottare finché non verrà riconosciuta la giustizia che ci spetta. Farò ricorso al Consiglio di Stato e ringrazio pubblicamente Marco Macrì e tutta la rete caregiver per il loro supporto“.

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