Caivano: don Patriciello, lettera alla Meloni sugli abusivi del Parco Verde

Caivano: don Patriciello scrive una lettera aperta alla Meloni sugli abusivi del Parco Verde

Caivano: don Patriciello, dopo il primo incontro con la Premier, scrive una lettera aperta alla Meloni sugli abusivi del Parco Verde. Don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo di Caivano, decide di denunciare una situazione insostenibile e cioè l’abuso da parte della camorra delle abitazioni che il Comune aveva dato alle famiglie assegnatarie degli alloggi. Queste famiglie sono andate ad abitare altrove proprio perché non reggevano al degrado e quanto é accaduto ha dell’assurdo, perché mentre prima questi alloggi venivano affidati dalle famiglie assegnatarie a parenti o amici, che con mille sacrifici si sistemavano queste abitazioni per viverci, oggi i clan ne hanno preso il possesso.

Le parole scritte da don Patriciello nella lettera alla Meloni

Lettera aperta alla Meloni che parla di “un problema serio che sta terrorizzando tante famiglie, soprattutto dopo gli ultimi blitz. In questi 30 anni – spiega don Patriciello – tante famiglie assegnatarie degli alloggi non hanno resistito e sono andate ad abitare altrove. Le case, però, non sono ritornate, come era giusto, al legittimo proprietario e cioè il Comune. All’inizio, chi se ne andava, cedeva, per rapporti di parentela o di amicizia, l’appartamento a chi riteneva opportuno. La cosa era pacifica, nessuno diceva niente, non c’era quasi la percezione di commettere un illecito. Anche perché il Comune dava la residenza al nuovo occupante il quale riusciva ad avere anche gli allacci di luce e gas.”

Cosa fecero i clan per tenere sotto controllo il territorio

“Tante giovani coppie, con mille sacrifici, a spese proprie, sistemavano la casa e vi andavano ad abitare. In seguito, i clan della camorra compresero che anche questo poteva essere non solo un affare ma soprattutto un altro modo per tenere sotto controllo il territorio. E iniziarono a ‘comprare’ le case di chi sceglieva di andare via o di chi, morendo, le lasciava vuote. Case che poi provvedevano ad affittare ai propri affiliati o a farne depositi e magazzini per droga e armi”. E’ così, racconta don Maurizio Patriciello, che “si è creato così un assurdo modo di agire da cui nessuno sa come uscirne fuori, perché quasi la metà degli abitanti del quartiere è abusiva. Io tremo al pensiero che un’azione di forza possa pensare di fare piazza pulita. Tante di queste coppie hanno speso tutto ciò che avevano per aggiustare questi appartamenti che erano fatiscenti. Sono famiglie povere ma oneste. Vittime della camorra e di uno Stato latitante”.

Secondo il parroco “occorre avere il coraggio, una volta per tutte, di sanare la loro situazione, fare pace con esse, tranquillizzarle. Rassicurarle che non saranno cacciate fuori, e farle rientrare nella legalità. Sarebbe questo un risultato giusto e misericordioso. Eviterebbe tanta inutile sofferenza alla gente onesta e permetterebbe a chi di competenza, di concentrare le proprie forze verso la malavita”. Don Patriciello chiede a Giorgia Meloni di “tenere presente questa necessaria distinzione. Essa aiuterà il suo Governo ad avere risultati concreti e giusti. E le attirerà le benedizioni della gente povera ma onesta. Lungi da me il pensiero di darle consigli, ma essendo in questa parrocchia da 30 anni, conosco meglio di chiunque le cose come sono andate e come stanno” conclude don Patriciello. (NapoliToday)

Continuano le operazioni ad alto impatto sul territorio

Nel frattempo continuano le operazioni ad alto impatto sul territorio di Caivano. La Premier arriva sul posto la mattina del 31 agosto. Prima incontra privatamente il sacerdote Maurizio Patriciello e il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo oltre al prefetto di Napoli, Claudio Palomba, nella chiesa di San Paolo Apostolo, dopo decide di spostarsi nella scuola “Morano” l’istituto del Parco Verde, dove si consumavano le violenze alle piccole cuginette.

Le parole incoraggianti di don Patriciello dopo l’incontro

Don Patriciello si mostra molto soddisfatto dopo il dialogo con la Premier infatti dichiara: “È andata benissimo, il presidente ci ha dato una data: ha detto che entro la primavera del 2024 il centro sportivo tornerà ad essere un centro sportivo. Insomma, ci vogliono pochi mesi per arrivare a questa data. Meglio di così non poteva andare. Noi glielo abbiamo detto con grande serietà e anche con una punta di ironia: abbiamo un desiderio grande si applaudire il presidente del Consiglio che per la prima volta in Italia è una donna. Però, se le promesse come avvenuto in passato non dovessero realizzarsi, sappiamo anche fischiare. Ma penso che non ce ne sarà bisogno. C’è stata una risposta, e devo ringraziare il presidente del Consiglio che si è portato dietro tre ministri. Non è che succede tutti i giorni… La cosa importante ora è arrivare a qualche risultato concreto per la nostra gente, per Parco Verde e Caivano.” (Fanpage)

Infatti, dopo aver ascoltato e visto la situazione di totale degrado sociale in cui ristagna da anni la città, la Meloni decide di attivare la macchina delle forze dell’ordine con un’azione immediata. Coinvolti in questa operazione 400 operatori delle diverse forze dell’ordine coordinate. All’opera già il 5 settembre: l’arma dei carabinieri, della polizia di Stato e della guardia di finanza nel quartiere “Parco Verde”. L’obiettivo fondamentale é quello di ripristinare l’ordine e la vivibilità smantellando le zone di spaccio. Nuova operazione alto impatto anche all’alba di ieri 14 settembre.

 

 

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