Napoli, luci pubbliche spente alle 5.30: uscire di casa al buio con la torcia, lo sfogo di Emanuela dal Centro Direzionale (VIDEO)
Luci pubbliche spente alle 5.30 in via Nazionale, la zona del Centro Direzionale è al buio: una lavoratrice costretta a camminare con la torcia del telefono (foto di repertorio generata con IA)
Luci pubbliche spente, strade al buio pesto e nessuna pattuglia: la denuncia di una lavoratrice di via Giovanni Porzio che ogni mattina alle 5.30 va a lavoro tra paura e insicurezza
Luci pubbliche spente alle 5:29 del mattino a Napoli, mentre chi deve andare a lavorare è costretto a camminare al buio pesto con la torcia del telefono accesa. E’ vergognoso che a Napoli l’illuminazione pubblica venga spenta alle ore 5:29 del mattino, costringendo chi esce presto da casa per recarsi a lavoro a camminare al buio pesto, con la torcia del telefono accesa e con il terrore che qualche malintenzionato possa sbucare improvvisamente fuori e rapinarti o peggio ancora aggredirti e stuprarti.
Inizia così il post di Emanuela,
lavoratrice napoletana che ha deciso di trasformare la sua paura quotidiana in un video-denuncia pubblicato su Facebook. Un video girato questa mattina, alle 5.30, mentre con il telefono in mano illumina via Bari e via Nazionale, le strade che dal Centro Direzionale portano verso Corso Meridionale e la Stazione Centrale
Un meme di sfogo, come lo definisce lei, che però racconta una condizione di pericolosità e angoscia che centinaia di persone vivono in silenzio.
L’abbiamo contattata per avere maggiori dettagli
“…si il video è di questa mattina ho deciso di farlo perché mi sono stufata di questa situazione, ogni anno è la stessa storia“, ci racconta.
Emanuela abita in via Giovanni Porzio, proprio adiacente al Centro Direzionale. Di giorno una zona popolata di uffici e negozi, di notte un dormitorio. Attigua alla stazione, con strade che dopo una certa ora si svuotano completamente.
“Guarda, purtroppo non incontro proprio nessuno per strada perché forse non tutti scendono così presto. Alle 5.30 quando io scendo è buio pesto“, spiega. E aggiunge: “Se spostassero lo spegnimento delle luci alle 6 forse sarebbe già qualcosa… l’ideale sarebbe alle 6:30, aspettare almeno il sorgere del sole“.
Il problema non è solo il buio. E’ l’isolamento.
“Capita di incrociare soggetti non proprio raccomandabili, ubriachi e per ora è sempre andata bene ma non si può uscire di casa con la paura di non sapere se ritorni sana e salva“, ci confida.
Nel suo post tagga direttamente il Comune di Napoli e si chiede: “Per non parlare della totale assenza di forze dell’ordine sul territorio… vorrei capire la sicurezza del cittadino come viene garantita“.
Una domanda che vale doppio se a porsi è una donna da sola.
Non è un caso isolato. Sono tante le lavoratrici e i lavoratori dei turni di mattina presto – badanti, operai, addetti alle pulizie, infermieri – che lasciano casa quando la città dorme ancora. E trovano le strade al buio, con i lampioni già spenti per risparmio energetico, ma con l’alba che in questo periodo arriva ben dopo le 6.
Eppure basterebbe poco, è solo una questione di volontà
La soluzione, come fa notare Emanuela stessa e come segnalano molti cittadini, non richiederebbe grandi investimenti. Basterebbe adeguare l’orario di spegnimento all’alba effettiva, o installare sistemi con sensori crepuscolari che spengono le luci solo quando c’è davvero luce naturale, come già avviene in molti comuni italiani.
Un intervento semplice, a costo quasi zero, che restituirebbe sicurezza e dignità a chi va a lavorare.
Ora la palla passa al Comune di Napoli. Perché garantire la sicurezza non significa solo più pattuglie, significa anche non costringere una donna a camminare al buio pesto con la torcia del telefono per paura di essere rapinata o aggredita.
Proveremo a contattare l’amministrazione per un commento. In attesa di una risposta, pubblichiamo il VIDEO di Emanuela.