Miti, leggende e tradizioni della Napoli di ieri e di oggi : i misteri di Capodimonte

Veduta della Reggia di Capodimonte (foto by Facebook)

I misteri di Capodimonte

Anche la bellissima Reggia di Capodimonte, nel cuore dell’omonimo bosco, è protagonista di una curiosa leggenda. Pare che qui la moglie del re Ferdinando di Borbone, la regina Maria Carolina, dia ancora le sue feste sfarzose. Di notte, nella solitudine del bosco, pare si sentano i suoni lontani di canti, feste e balli nelle sale vuote del castello.

Maria Carolina (1752-1814)
moglie di Ferdinando I di Borbone, regina delle due Sicilie
(foto by Facebook)

La leggenda della grotta di Maria Cristina

La grotta di Maria Cristina, nascosta in una delle tante deviazioni dei vialoni del Bosco di Capodimonte, è uno di quei luoghi che assumono un’anima. Ci sono infatti decine di leggende, storie d’amore, di fantasmi che i giovani esploratori raccontavano. Così un luogo di storia  acquisisce un fascino incredibile che , in realtà, non aveva. In origine infatti era una delle tantissime cave di tufo che caratterizzano i valloni di Colli Aminei e Capodimonte. Ma, data la sua presenza peculiare all’interno del Bosco di Capodimonte, presto cominciò a diventare protagonista di racconti ideati da audaci ragazzini in cerca di avventure.

La sposa infelice a Capodimonte

Sempre a Capodimonte si narra del fantasma della sposa infelice : una storia drammatica che sembra provenire da un recente passato, intrappolata fra le spire del tempo.

Non si conosce con precisione il suo nome, ne quanti anni avesse quando scomparve per sempre. Per i napoletani è semplicemente «’a sposa ‘e Capodimonte» una creatura infelice che compare durante le serate di Primavera sulle scale della Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte (nominata la Piccola San Pietro) in attesa del suo futuro sposo. Un uomo che non giungerà mai e che invano lo aspetterà sui gradini della chiesa, trepidante, con il volto triste e malinconico coperto dal velo bianco, nella speranza di riuscire un giorno a coronare il suo sogno d’amore.

Basilica dell’incoronata Madre del Buonconsiglio a Capodimonte
(foto by Facebook)

Il dramma della sposa  di Capodimonte

E come ogni dramma che ha più di qualche secolo e per far sì che la leggenda si perpetui nel tempo, il fantasma della sposa ha subito una triste vicenda, volontà del destino o della scarsa inadeguatezza delle cure sanitarie di quel tempo; si sa che la fanciulla si ammalò di tisi, tubercolosi, la malattia infettiva più antica in tutta la storia dell’umanità che si diramava in modo rapido fra i ceti più poveri. Ciò accadeva perchè vivevano in pessime condizioni igieniche e sanitarie, soffrendo di un forte stato di malnutrizione. L’incidere di questi fattori portava alla TBC, difficile da contrastare che destava timore, pericolo e morte, decimando la popolazione per contagio.

Lo stato di salute della promessa sposa, a pochi giorni dalle nozze, iniziò a peggiorare fra febbri e deliri, e, a nulla valsero i tentativi di poterla guarire, tanto che la sua giovane vita si spense il giorno prima del matrimonio, nel dolore dei suoi cari.

All’indomani, il parroco della chiesa al posto di celebrare il lieto evento, fu affranto dalla tragica notizia, mesto nel commemorare il funerale della giovane sposa. I drappi e gli addobbi bianchi cedettero il posto a quelli neri in segno di lutto, fra petali candidi, puri e innocenti.

Il fantasma della sposa ai piedi della Basilica

In alcune serate e soprattutto in Primavera (morta probabilmente fra marzo e giugno) è possibile vederla; la credenza spiega che si fa vedere soltanto dalle ragazze nubili, ferma ai piedi dei gradini dello scalone della Basilica, col volto coperto dal velo bianco, mosso da un misterioso vento sovrannaturale che l’accompagna, come se aspettasse qualcuno, forse il suo sposo che l’accompagni all’altare pronta a dichiarare il suo «si» davanti a tutti.

E’ un’attesa straziante che morde al cuore, una scena triste che si perpetua di anno in anno, nella stessa maestosa chiesa che l’avrebbe dovuta sposarla e coniugarla in matrimonio e che invece si è trasformata per fatalità, nella sua tomba eterna: la cui morte l’ha strappata alla vita con tanta crudeltà.

Un amore eterno diventato leggenda

Nella memoria dei napoletani è ancora vivo il suo ricordo; la sposa infelice a Capodimonte, manifesta la sua volontà di unirsi in matrimonio con il suo sposo, pronta ad aspettarlo per sempre.

Verità o leggenda, questa storia ci lascia con un pizzico di amaro in bocca e tanta curiosità sulla pelle.

Curiosità: all’esterno della Basilica in prossimità dell’ingresso è posta una lastra di pietra che ricorda un evento prodigioso. La cultura popolare narra che durante il terremoto dell’80 il busto di marmo della Madonna posto in cima alla facciata, si staccò di colpo, cadde in piedi senza riportare danni a cose o persone.

L’evento scosse la cittadinanza che gridò al «miracolo» anche se in realtà, la statua si frantumò in due parti: il busto della Vergine col Bambino e la testa della Madonna.

Una città dove vige il “non è vero ,ma ci credo”

Non è una storia di pura fantasia o il copione di un film horror; i fantasmi a Napoli esistono per davvero, popolano i quartieri, dimorano in ville e palazzi storici, si aggirano nei vicoli e nelle piazze, vivono in mezzo a noi da millenni, ci scrutano e ci deridono.

Alcuni di questi sono delle pure leggende, delle vere stelle dello spettacolo, tanto da dedicargli itinerari e visite guidate a tema, alla scoperta di presenze occulte dal passato difficile e tormentato, storie di passioni, di amore e di vendette in perfetto stile noir che di notte si aggirano inquieti fra i luoghi che li hanno resi protagonisti a loro tempo, i cui nomi sono strettamente legati alla vita sociale e popolare di Napoli. Tra miserie e nobiltà, i fantasmi napoletani hanno ancora dei conti in sospeso con la vita.

 

 

 

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