Casalnuovo: si arrampica su un tetto, ma cade nel vuoto e muore

 A Casalnuovo, un 17enne si arrampica su un tetto per gioco, ma cade nel vuoto e muore

Un gioco finito in tragedia, a Casalnuovo nel napoletano, dove un 17enne si arrampica sul tetto di una fabbrica, ma cade nel vuoto e muore. Secondo quanto riportato su Teleclubitalia.it, il ragazzo si chiamava Andrea De Rosa, aveva solo 17 anni ed é precipitato al suolo cadendo dal tetto di una fabbrica dismessa in via Giovanni Falcone, morendo probabilmente sul colpo.

Il giovane non era solo

Il giovane, originario di Acerra, non era da solo. Con lui c’erano altri due amici, tutti minorenni. Secondo quanto emerge da una prima ricostruzione dei Carabinieri, i tre erano entrati nel capannone dell’azienda, come forse avevano fatto altre volte. 

Ma qualcosa ieri sera è andato storto. Probabilmente per un gioco rivelatosi poi fatale, Andrea De Rosa si sarebbe arrampicato sul tetto di un edificio nell’area ex Pibigas-Eridania e un pannello verosimilmente di plastica avrebbe ceduto sotto al suo peso.

Le indagini ad opera dei militari del nucleo investigativo di Castello Di Cisterna.

Quando i militari della locale tenenza sono giunti sul posto per il 17enne non c’era più nulla da fare: era già senza vita. Indagini in corso per ricostruire la dinamica dell’incidente. Per i rilievi di rito sul posto sono intervenuti i militari del nucleo investigativo di Castello Di Cisterna. Ancora una volta un giovane protagonista di una tragedia. Tra sparatorie, giochi pericolosi, cattive compagnie e disagi che affliggono le nuove generazioni non si arresta la crescita di fenomeni che riguardano soprattutto gli adolescenti. Il mondo dei giochi sul web sta influenzando sempre di più il loro modo di comportarsi.

La psicologa Alessandra De Gennaro ci spiega i pericoli del web

“Ci sono molteplici motivi per cui i ragazzi si fanno coinvolgere in giochi pericolosi” spiega la psicologa Alessandra De Gennaro. “Tenendo in considerazione quanto approfondito nell’articolo sull’adolescenza (adolescenza: una sfida per tutti), cerchiamo di fare una lista dei motivi più intuibili:

  • A questa età, se non adeguatamente rinforzati in precedenza, gli adolescenti ricercano apprezzamento e riconoscimento delle loro qualità. In alcuni di questi giochi, ad esempio nel Blue Whale, ci sono delle persone che fanno da “mentori”, incoraggiando il ragazzo ad affrontare sfide sempre più pericolose. Nel caso in cui le vincano, i cosiddetti curatori mostrano grande apprezzamento per loro e ciò li fa sentire approvati e stimati.
  • In adolescenza è molto importante la visibilità e l’apprezzamento dei coetanei. Il riconoscimento sociale e l’ammirazione degli altri giocatori incrementa l’autostima dell’adolescente, inducendolo a provare giochi sempre più estremi.
  • Una caratteristica dell’adolescenza è la sensazione di onnipotenza, che fa pensare ai giovani “a me non succederà nulla, non posso morire”. Questa percezione, però, fa diminuire il senso del limite da non superare ed il senso del pericolo. E’ importante sottolineare come i giovani in quei momenti non ricerchino la morte, ma la sensazione forte che deriva dal rischio a cui si sottopongono. La morte molto spesso, infatti, non viene presa in considerazione da loro, vogliono semplicemente vivere il brivido.
  • Molti giovani si fanno influenzare dal gruppo di appartenenza oppure dalla loro voglia di appartenervi, e considerano questi giochi come dei riti di passaggio per entrare a farne parte. Molto pressante a questa età, infatti, è il conformismo. Un adolescente potrebbe fare di tutto pur di sentirsi parte di qualcosa e di essere approvato dai pari.
  • Come succede per gli sport estremi, bisogna tenere conto della scarica di adrenalina che entra in circolo facendo qualcosa di pericoloso. L’incremento di questo ormone provoca, infatti, una sensazione di intenso piacere che induce a ripetere l’esperienza.
  • A volte, infine, l’adolescente adotta condotte pericolose per dimostrare a qualcuno (e a se stesso) di essere “grande” e di potersi così affrancare dalla propria famiglia. Spesso viene ripetuto ai bambini che gli adulti non hanno paura. Questo “mantra” influenza il pensiero dei bambini fino all’adolescenza, momento in cui, desiderando ardentemente crescere ed essere riconosciuti come adulti, cercano di dimostrare di non avere paura mettendo in atto condotte a rischio. Sarebbe opportuno, perciò, far comprendere a bambini ed adolescenti che gli adulti hanno delle paure, in modo da non idealizzare il loro ruolo. Bisognerebbe, inoltre, aiutare i figli ad accettare la paura e a gestirla. Molto importante sarebbe fargli capire che è positivo provarla, in quanto essa consente di porre maggiore attenzione a ciò che si fa e a valutare più obiettivamente le situazioni che si affrontano.”
Fondamentale il dialogo con i figli per non indurli a rifugiarsi in questi giochi pericolosi

E’ importante comprendere che il dialogo con i figli andrebbe avviato già nella prima infanzia e coltivato da allora” continua la psicologa. “Fin da piccoli bisognerebbe porre particolare attenzione al gioco ed usarlo come strumento di relazione. In questo modo si può creare una buona cooperazione ed intesa, all’insegna del divertimento e dell’apertura. Ciò tornerà molto utile nel periodo dell’adolescenza, poiché permetterà al giovane di fidarsi e aprirsi con il proprio genitore, senza paura di venire giudicato o deriso. Allo stesso tempo, è essenziale rispettare gli spazi e i tempi dell’adolescente. L’obiettivo dovrebbe essere di tenere il dialogo attivo ed accogliente, ma non pressante.

Per quanto riguarda, poi, la vita “online” sarebbe bene non vietare del tutto l’accesso (perché sarebbe così costretto a nascondersi, ottenendo l’effetto contrario a quello che desidereremmo) ma vigilarlo e concordare tempi e modi di utilizzo. Sarebbe, inoltre, opportuno cercare un’alleanza non solo con la scuola, ma anche con gli amici. In particolare, mostrandosi sempre interessati e degni di fiducia, ad esempio aprendo la casa anche agli amici dei figli e passando del tempo con loro parlando di ciò che gli interessa. In questo modo si potrà creare un dialogo a molte voci basato sul rispetto reciproco, sull’ascolto attento e sulla disponibilità al confronto. Ovviamente, questo non implica l’assenza di scontri o momenti di tensione, ma aiuterà di sicuro le relazioni e l’apertura da parte dell’adolescente in famiglia. E ciò, di conseguenza, limiterà la possibilità di ricorrere ad espedienti pericolosi, quali le challenge, per farsi notare.”

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