Attacco a Dubai, la testimonianza di Anna Signore: “quando le parole d’odio causano più danni delle bombe”
Dubai sotto scacco: il racconto di Anna Signore
L’influencer napoletana, Anna Signore, è una dei tanti cittadini italiani che ha assistito dal vivo ai drammatici eventi accaduti a Dubai pochi giorni fa. Come tanti italiani residenti negli Emirati Arabi, Anna è rimasta letteralmente spiazzata dall’attacco dei droni kamikaze e missili iraniani che hanno colpito aree turistiche, zone residenziali e installazioni militari. Le immagini delle fiamme che avvolgevano le Palm Island di Dubai hanno fatto il giro del mondo, generando allarme e preoccupazione tra i grattacieli e i centri finanziari degli Emirati Arabi Uniti. La violazione degli spazi degli emiri, nonostante la presenza di difese statunitensi, ha rappresentato una grave scossa.

Ed è proprio Anna Signore a lasciarci una testimonianza diretta dell’accaduto
“La mattina del 28 Febbraio ho sentito dalla mia abitazione due/tre forti esplosioni. Improvvisamente!
Inizialmente non avrei mai immaginato fossero dei missili iraniani (per fortuna intercettati dalle forze militari emiratine). Finché non ricevo dopo pochi minuti numerosi messaggi da parte mia madre, molto ansiosa, chiedendomi se io e bambini stessimo bene. Dall’Italia ha subito appreso notizie che era stata bombardata la base militare.
Tutta la giornata da Sabato, 28 febbraio, l’abbiamo trascorsa con ansia e paura, sopratutto la sera stessa dove numerosi missili hanno attraversato tutta la zona di JBR Marina (luogo in cui vivo), e dalla mia abitazione si vedevano numerosi esplosioni in cielo. Poi abbiamo ricevuto subito l’allarme di sicurezza, bisognava restare al sicuro lontano da finestre e non bisognava recarsi in aree aperte.
Se il veleno delle parole supera la polvere degli esplosivi
Se le esplosioni hanno scosso le fondamenta degli edifici, è stata l’ondata di odio verbale e retorica incendiaria a lacerare il tessuto sociale della metropoli. In un’epoca in cui la comunicazione viaggia più veloce delle schegge, ci siamo scoperti vulnerabili a un’arma che non lascia crateri nell’asfalto, ma cicatrici profonde nelle comunità.
Non si tratta solo di cronaca di un conflitto, ma della dimostrazione di come le parole, se caricate di disprezzo, possano agire come un agente corrosivo capace di paralizzare una città ben oltre il raggio d’azione di qualsiasi ordigno.
”Questo sarebbe il popolo italiano, il popolo più frustato al mondo che gode nel vederci in difficoltà in un momento di guerra.”
Sono queste le parole di Anna Signore, dopo aver letto i commenti relativi ad un articolo di “Huffpostitalia” che parlava proprio della situazione degli italiani residenti negli Emirati Arabi. L’influencer ed imprenditrice napoletana ha visto utilizzata una sua foto nel pezzo pubblicato da “Repubblica” sui social e a seguire non ha potuto far a meno di scorrere gli innumerevoli commenti che in alcuni casi hanno attaccato anche la donna, a partire dal suo aspetto fisico, oltre che il contesto. Qui di seguito una sequenza di alcune di queste becere esternazioni che, la stessa Anna, ha pubblicato, indignata, sui suoi profili social oltre a “sfogarsi” con un video proprio su questo argomento nel quale non usa mezzi termini e non le manda a dire. Segno questo, che la misura è veramente colma !

La parola ora passa a voi: il peso del silenzio o il valore della voce?
Di fronte all’onda d’urto del disprezzo digitale, l’indifferenza non è più un’opzione praticabile. Ogni volta che scegliamo di non alimentare una provocazione o di rispondere con logica a un insulto, stiamo disinnescando un piccolo ordigno sociale.
Cosa ne pensi? Credi che le piattaforme social facciano abbastanza per arginare questa violenza, o pensi che la responsabilità ricada interamente su noi utenti?