Alla scoperta dei luoghi “nascosti” e meravigliosi da scoprire a Napoli: il Museo di Zoologia

Museo di Zoologia del Centro Dei Musei delle Scienze Naturali e Fisiche di Napoli

Scopriamo un luogo “nascosto” e meraviglioso a Napoli : il Museo di Zoologia

Tra i luoghi “nascosti” e meravigliosi da scoprire a Napoli troviamo il museo di Zoologia. Il Museo di Zoologia del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università di Napoli Federico II, gode di più di 200 anni di storia di biodiversità.

Il Museo, secondo la lapide commemorativa presente all’ingresso, venne istituito ufficialmente da Giocchino Murat, con un decreto del 18 febbraio 1813. Il primo direttore della struttura fu Luigi Petagna, professore alla cattedra di Zoologia. Egli, ai reperti esistenti, aggiunse quelli zoologici del Museo Borbonico, del grande museo privato di Giuseppe Saverio Poli, della collezione di Giosuè Sangiovanni. Quest’ultimo sarebbe stato poi il suo successore nella direzione del museo.

Lo scheletro del famoso Elefante di Portici, che tuttora è presente nel Salone Maggiore, va annoverato fra i primi reperti del museo. Si tratta di un maschio di elefante indiano (Elephas maximus) che Carlo di Borbone ottenne nel 1742 dal sultano turco ottomano Maometto V, in cambio di tavole di marmo pregiato. L’esemplare si trovava nella Reggia di Portici ed attirò tantissime persone che pagavano una mancia al soldato che lo custodiva. Sopravvisse fino al 1756, quando morì per la scorretta alimentazione. Dalla sua prematura morte ebbe origine il famoso detto popolare citato anche da Benedetto Croce: “Caporà, è mmuotr’ l’alifante!”.Cioè “Caporale, è morto l’elefante!”, per indicare la fine di una situazione favorevole.

L’Elefante di Portici (Elephas maximus) del Museo Zoologico di Napoli

Luigi Petagna, direttore del museo, da medico, si dedicò, con impegno e dedizione, anche allo studio delle scienze naturali e fornì il museo di molte ed importanti collezioni. Oggi, infatti, è esposta una vastissima collezione di vertebrati, nella quale ci sono esemplari di grande interesse storico e scientifico. Ci sono numerose specie oggi estinte, ad esempio il Wallaby dalla coda unghiuta lunato (Onychogalea lunata) e la Coloma di Norfolk (Gallicolumba norfolciensis).

La raccolta di tanti reperti è frutto di pazienza e sapienza nel corso di una storia lunga più di duecento anni. Purtroppo, durante il secondo conflitto mondiale, alcuni reperti furono distrutti o trafugati. Resta comunque una rassegna esauriente delle specie viventi nel Bacino Mediterraneo.

I reperti custoditi sono la testimonianza tangibile della ricerca scientifica del passato, dei suoi metodi, delle sue scoperte. Ma rappresentano anche la prova tangibile degli antichi metodi della didattica, come risulta dai documenti di archivio. In ognuno di essi è evidente l’impegno umano e scientifico degli scienziati che li hanno raccolti e studiati personalmente. Lo stesso merito che hanno avuto coloro che si sono impegnati a conservarli per le generazioni future.

La balena di Taranto è l’unico esemplare musealizzato di provenienza mediterranea di balena franca boreale (Eubalaena glacialis). Reperto di notevole importanza storica e scientifica perchè penetrato nel Mar Grande di Taranto nel 1877.

Collezione Malacologica Museo di Zoologia Napoli

All’interno del museo troviamo inoltre tre collezioni di rilievo. La Collezione Etimologica “Achille Costa”, una raccolta di insetti provenienti da ogni parte del mondo. Vanta oltre 30.000 esemplari degli iniziali 100.000 e riveste una eccezionale ed unica importanza per la presenza diei tipi di specie descritte dal Costa. Abbiamo poi la Collezione Elmintologica Centrale Italiana, costruita da Francesco Saverio Monticelli. Include circa 2000 preparati di elminti parassiti dell’uomo e di altri vertebrati. Infine la Collezione Malacologica Mediterranea costituita da conchiglie  a secco e mollischi in alcool. Tra gli esemplari più interessanti oggi esistenti è degno di nota quello di Patella ferruginea proveniente dal Golfo di Napoli, dove un tempo viveva e dove attualmente pare sia estinta.

Ancora oggi gli arredi ottocenteschi conferiscono al Museo di Zoologia del Centro dei Musei delle Scienze Naturali e Fisiche, una splendida ed elegante cornice di elevato valore storico-artistico, custode di reperti unici al mondo.

 

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