Sanità in Campania, una giornata tipo in un ospedale a Napoli

Sanità in Campania, una giornata tipo in un ospedale a Napoli

Le difficoltà della Sanità in Campania sono molteplici e la situazione negli ospedali sembra non dover cambiare nel breve tempo, nonostante

la Campania sia finalmente uscita dal piano di rientro economico per la Sanità, in cui è stata relegata per dieci anni, consentendo, dunque,

importanti investimenti economici nel settore dell’assistenza ospedaliera.

Riceviamo una lettera a firma del dott. Domenico Piccolboni, Segretario confederale OR.S.A. Campania e Nazionale OR.S.A. Sanità, che

poniamo all’attenzione dei nostri lettori:

“Descrivo una giornata tipo al PS del CTO- Ospedali dei Colli di Napoli

Sabato scorso un caro amico a casa in pieno benessere, ha avuto un collasso, chiamato il 118, lo hanno portato al CTO di Napoli con una

diagnosi di fibrillazione atriale ad alta frequenza, un’aritmia piuttosto importante, probabilmente responsabile del collasso che aveva

avuto.

Arriva alle 9 , nell’arco di un paio d’ore ha effettuato gli esami cardiologici necessari e la cardiologa di turno gli ha riferito che era

probabilmente necessario un ricovero, per ulteriori accertamenti, ma che, non essendoci posti letto liberi, doveva aspettare in sala

d’attesa.

Verso le 18, essendo stato fuori città in quel giorno, sono rientrato a Napoli ed essendo medico, ho preferito recarmi subito a vedere

questo caro amico, trovandolo ancora in sala d’attesa, praticamente digiuno, in mezzo a molti altri pazienti anche loro in lista d’attesa,

senza avere alcun referto in mano per potere valutare la situazione clinica.

Aveva fatto nove ore di attesa in ospedale, senza sapere se sarebbe stato ricoverato o meno né i rischi a cui andava incontro!

Naturalmente, facendo valere il mio status di collega medico, ho cercato un contatto con il personale infermieristico e medico, ma a mia

volta sono stato parcheggiato in sala d’attesa, fino al momento in cui, verso le 20, perdendo la pazienza ,ho detto ad un’infermiera che

esigevo immediatamente di avere la cartella clinica del mio amico, per fargli firmare la dimissione, pur senza conoscere gli esiti degli

esami fatti, assumendomi in prima persona la responsabilità di riportarlo a casa a riposare, perché fisicamente molto provato.

A quel punto ho potuto finalmente parlare con il cardiologo, che è stato gentilissimo ed esauriente, scusandosi di non avere potuto

ricoverare il mio amico, per mancanza di posti disponibili.

Abbiamo concordato che, non essendoci l’urgenza clinica di effettuare gli altri esami, lui poteva firmare la dimissione spontanea e tornare

a casa!

Undici ore di attesa in una affollata sala d’attesa, con pazienti in arrivo, con ogni tipo di patologia, un trattamento obbiettivamente

assurdo!

Qualora il problema cardiologico fosse stato più severo ed urgente, avrebbe avuto certamente delle complicanze dovute alla stanchezza,

all’incertezza e allo stress.

La Campania è finalmente uscita in questo mese dal piano di rientro economico per la Sanità, in cui è stata relegata per dieci anni, e

quindi questo dovrebbe consentire importanti investimenti economici nel settore dell’assistenza ospedaliera, ma dubito, visto che in

quarant’anni di attività medica, i PS maggiori della città sono sempre stati affollati e disorganizzati, somigliando a gironi infernali, che

la situazione assistenziale nel delicatissimo settore dell’urgenza, possa essere finalmente affrontata e risolta.

Il problema non è il personale , che è in larga parte competente e disponibile, anche se insufficiente, dato il numero dei pazienti, ma

nell’organizzazione della struttura di accoglienza e nella disponibilità di posti letto, in modo da consentire di eliminare finalmente

l’orrenda realtà dei pazienti in barella nei corridoi!

Su questo il governo in carica ed in particolare il Ministro della Salute, dovrebbero interrogarsi e prendere provvedimenti urgenti, visto

che gli organi regionali competenti ( la delega alla Sanità è sempre stata appannaggio esclusivo del governatore!) non sono stati finora

minimamente all’altezza di risolvere un problema assistenziale, che è innanzitutto un problema di civiltà, visto che siamo ormai nel XXI

secolo!

Dr. Domenico Piccolboni
Segretario confederale OR.S.A. Campania e Nazionale OR.S.A. Sanità”

Francesco Masucci

Giornalista pubblicista, speaker presso radio libere napoletane negli anni 70/80: Radio Sud 95, Radio Marte. Redattore presso casanapoli.net, forzazzurri (fine anno 2019).

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