Politano segna dopo appena 54 secondi, McTominay firma una doppietta e Giovane trova il quarto gol. I norvegesi rimontano due volte e tengono aperta la partita fino all’ultimo. Il Napoli ritrova carattere e fiducia, ma Allegri deve ancora risolvere i problemi difensivi. Ora la sfida contro la Roma.
Il Napoli torna a vincere in Champions League e lo fa al termine di una partita spettacolare, sofferta e ricca di emozioni. Al Diego Armando Maradona gli azzurri superano il Bodø/Glimt per 4-3, trascinati da uno straordinario Scott McTominay e dalla qualità di Kevin De Bruyne, protagonista nella costruzione del gioco.
È una vittoria che restituisce entusiasmo a una squadra reduce da settimane complicate, segnate da risultati deludenti, infortuni e qualche certezza smarrita. Ma i tre gol subiti ricordano che la strada verso una piena rinascita resta ancora lunga.
Il Napoli ritrova il successo, non ancora l’equilibrio. E questa è probabilmente la fotografia più fedele della serata.
Una delle indicazioni più interessanti arriva dalla posizione di Kevin De Bruyne. Allegri affida al belga le chiavi del centrocampo, chiedendogli di organizzare la manovra e dare qualità alla costruzione offensiva.
Una scelta che merita attenzione.
De Bruyne dimostra di poter interpretare il ruolo di regista con intelligenza, visione e personalità. Non si limita a smistare palloni, ma detta i tempi, individua gli spazi e accompagna le azioni offensive.
La sua intesa con McTominay rappresenta il valore aggiunto della serata. Quando il belga trova libertà di movimento e lo scozzese può inserirsi senza palla, il Napoli diventa decisamente più pericoloso.
È una soluzione tattica sulla quale Allegri potrebbe costruire una parte importante della ripartenza azzurra.
La partita si accende immediatamente. Dopo appena 54 secondi, Spinazzola affonda sulla sinistra e serve un pallone invitante a Politano, che conclude al volo e porta il Napoli in vantaggio.
Il Maradona esplode, ma il Bodø/Glimt dimostra subito di non essere arrivato a Napoli per recitare il ruolo di comparsa.
Al 27′ Hauge trova il pareggio con una conclusione precisa che supera Meret. Gli azzurri accusano il colpo, ma riescono a reagire prima dell’intervallo.
Al 41′ De Bruyne inventa una giocata di qualità, McTominay legge perfettamente l’azione e firma il 2-1.
È il primo grande segnale del ritorno dello scozzese, che ritrova il gol e soprattutto quella capacità di incidere negli ultimi metri che lo aveva reso un elemento fondamentale del Napoli.
La ripresa, però, ripropone i problemi difensivi della squadra. Al 62′ Helmersen trova il 2-2, riportando tutto in equilibrio.
Il Napoli rischia di smarrirsi nuovamente, ma al 75′ arriva la giocata del suo uomo simbolo: Politano disegna un cross perfetto e McTominay, con uno stacco imperioso, realizza di testa il 3-2.
È una rete che racchiude forza fisica, determinazione e senso della posizione.
All’88’ Giovane trova il quarto gol con un tiro-cross deviato dalla difesa norvegese. La partita sembra chiusa, ma al 90′ Fet accorcia ancora di testa, fissando il risultato sul definitivo 4-3.
La doppietta dello scozzese rappresenta la notizia più importante per il Napoli.
McTominay non è soltanto un centrocampista capace di segnare. È un giocatore che porta intensità, aggressività e personalità, qualità indispensabili soprattutto quando la squadra attraversa momenti difficili.
Il suo contributo diventa ancora più prezioso quando può attaccare l’area avversaria partendo da una posizione arretrata.
Contro il Bodø/Glimt lo ha dimostrato due volte, con movimenti differenti ma ugualmente efficaci.
Il Napoli ha bisogno di questo McTominay, ma soprattutto ha bisogno che le sue prestazioni diventino una costante e non un episodio isolato.
Se l’attacco regala segnali incoraggianti, la fase difensiva continua a preoccupare.
Subire tre reti in casa, dopo essere passati in vantaggio per tre volte, evidenzia difficoltà che non possono essere ignorate.
Il Bodø/Glimt ha mostrato organizzazione, coraggio e una notevole capacità di reagire, ma il Napoli ha concesso troppo spazio e ha faticato a controllare i momenti decisivi.
Meret è stato chiamato a intervenire anche su Berg, mentre la squadra ha alternato fasi di buon pressing a improvvisi cali di attenzione.
Allegri dovrà lavorare soprattutto sulla gestione del vantaggio e sulle distanze tra i reparti.
Resta inoltre da recuperare pienamente Højlund, ancora senza gol nella serata e poco coinvolto nelle azioni offensive. Per affrontare gli impegni più importanti servirà anche il contributo realizzativo del centravanti.
La vittoria permette al Napoli di alleggerire la pressione e affrontare i prossimi impegni con maggiore serenità.
Le parole pronunciate da Allegri alla vigilia, quando aveva sottolineato la facilità con cui la squadra subiva gol, trovano però conferma anche in questa partita.
Il tecnico può essere soddisfatto della reazione caratteriale e della produzione offensiva, ma non della gestione difensiva.
La strada indicata anche da McTominay prima della gara resta quella del lavoro quotidiano, della concentrazione e della capacità di reagire senza lasciarsi condizionare dalle difficoltà.
La prossima sfida contro la Roma rappresenterà un banco di prova importante.
Il Napoli dovrà confermare i progressi offensivi, valorizzare la regia di De Bruyne e sfruttare gli inserimenti di McTominay, ma soprattutto dimostrare una solidità superiore.
La qualità individuale non manca. Politano continua a essere determinante, Spinazzola offre spinta sulle corsie e il centrocampo dispone di giocatori capaci di cambiare il ritmo della partita.
Quello che ancora manca è la continuità nell’arco dei novanta minuti.
Il 4-3 contro il Bodø/Glimt restituisce fiducia, ma non può diventare un alibi per sottovalutare le fragilità emerse.
Il Napoli ha ritrovato la vittoria, McTominay ha ritrovato il gol e De Bruyne ha mostrato una possibile nuova identità tattica per la squadra.
Adesso, però, bisogna trasformare una notte di entusiasmo in un percorso di crescita.
Perché le grandi squadre non si riconoscono soltanto dalla capacità di segnare quattro gol, ma anche da quella di proteggere il risultato e gestire i momenti difficili.
Il Maradona ha ritrovato il suo trascinatore. Scott McTominay ha risposto sul campo, con due reti e una prestazione di personalità.
Bentornato, Scott. Ma adesso tocca a tutto il Napoli dimostrare che questa vittoria può essere davvero l’inizio della rinascita.
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