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La ballata dei Gigli: quando il cuore di Nola impara a volare

La ballata dei Gigli: quando il cuore di Nola impara a volare

C’è un momento, durante la Festa dei Gigli di Nola, che sfugge a qualsiasi spiegazione.

Non basta averlo visto in fotografia, non basta ascoltarne il racconto. Bisogna viverlo.

Perché la ballata di un Giglio non è soltanto una prova di forza, una tradizione secolare o uno spettacolo straordinario: è un’esplosione

collettiva di emozioni che trasforma migliaia di persone in un solo, immenso cuore.

Accade tutto in pochi istanti. Le mani si cercano, si stringono, si intrecciano. I corpi si avvicinano fino a diventare un’unica anima.

Intorno alla base del Giglio non esistono più differenze: esistono soltanto uomini che condividono lo stesso respiro,

la stessa fatica, lo stesso sogno. I volti sono rigati dal sudore, gli occhi brillano di determinazione,

i muscoli gridano per lo sforzo, ma nessuno arretra.

È il miracolo della collaborazione, della fiducia assoluta. Ognuno sa che senza l’altro nulla sarebbe possibile.

Poi arriva quell’attimo sospeso, quello che sembra fermare il tempo. Il Giglio si solleva, sfida la gravità, si protende verso il cielo come se

volesse abbracciarlo.

E quando le note della musica iniziano a scandire il ritmo della ballata, accade qualcosa di indescrivibile: quella gigantesca macchina di

legno non viene più trasportata, ma danza.

Danza insieme ai suoi cullatori.

Ogni passo racconta i sacrifici di un anno intero. Ogni oscillazione custodisce i sogni, le prove, le cadute, le speranze di chi ha atteso questo

giorno per 364 lunghissimi giorni. Per un anno intero hanno immaginato quel momento.

Lo hanno costruito nella mente, nel cuore, nelle mani. E adesso quel sogno prende finalmente forma davanti agli occhi di tutti.

La fatica si trasforma in gioia. Le urla diventano canto. Le lacrime si confondono con il sudore.

Gli abbracci arrivano spontanei, sinceri, potenti. Perché non c’è vittoria personale nella ballata di un Giglio: la vittoria è sempre collettiva.

È la vittoria di una comunità che continua a credere nelle proprie radici.

La Festa dei Gigli è questo. È memoria che diventa presente. È fede che si trasforma in movimento.

È appartenenza che supera ogni confine. È una magia che, anno dopo anno, riesce ancora a commuovere chi la vive e a sorprendere chi la

scopre per la prima volta.

Quando il Giglio danza, danza anche Nola. Danza la sua storia, il suo popolo, la sua anima.

E in quell’istante, mentre il legno sembra sfiorare il cielo e la musica riempie ogni angolo della città, si comprende una verità semplice e

straordinaria: la Festa dei Gigli non è soltanto un evento da vedere.

È un’emozione da custodire per tutta la vita.

Francesco Masucci

Giornalista pubblicista, speaker presso radio libere napoletane negli anni 70/80: Radio Sud 95, Radio Marte. Redattore presso casanapoli.net, forzazzurri (fine anno 2019).

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