Festa dei Gigli, la Ballata entra nel vivo: tra tradizione, qualche tensione e la sfida di tutelare un patrimonio mondiale

Festa dei Gigli

Festa dei Gigli, la Ballata entra nel vivo: tra tradizione, qualche tensione e la sfida di tutelare un patrimonio mondiale

Prosegue in serata la Ballata della Festa dei Gigli di Nola, entrata nel vivo dopo la tradizionale benedizione degli obelischi celebrata nel

primo pomeriggio dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino.

Un momento simbolico e profondamente sentito che, come da consuetudine, ha segnato ufficialmente l’inizio della giornata più attesa

dell’anno dai nolani.

Nel corso delle prime fasi serali della Ballata non sono mancati alcuni momenti di tensione tra alcune paranze.

Episodi che, secondo quanto riferito dai bene informati, si sono limitati a semplici scaramucce senza particolari conseguenze e senza

incidere sul regolare svolgimento della manifestazione.

Al di là della cronaca, tuttavia, la Festa dei Gigli continua a rappresentare un’occasione di riflessione per quanti, a Nola, vivono questa

tradizione con autentica passione.

Ogni edizione riporta infatti al centro del dibattito la necessità di preservare e valorizzare un patrimonio che, dal 2013, è riconosciuto

dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Se l’obiettivo è quello di garantire un futuro sempre più solido alla Festa, occorre concentrare l’attenzione su quattro pilastri fondamentali:

Giglio, Paranza, Percorso e Pubblico.

Il primo riguarda il Giglio, autentico protagonista della Ballata. La sua costruzione deve attenersi rigorosamente al disciplinare previsto, rispettando dimensioni, caratteristiche strutturali, requisiti di sicurezza e manovrabilità della macchina da festa. Ogni elemento contribuisce non soltanto alla spettacolarità dell’evento, ma anche alla tutela di una tradizione che affonda le proprie radici nei secoli.

Il secondo punto riguarda la Paranza. I cullatori rappresentano l’anima della Festa: uomini che dedicano tempo, sacrificio e passione alla riuscita della Ballata. Proprio per questo, episodi di contrapposizione o comportamenti poco costruttivi tra le diverse paranze non possono trovare spazio in una manifestazione che dovrebbe essere esempio di unità, appartenenza e rispetto reciproco.

C’è poi il tema del Percorso, probabilmente l’aspetto sul quale la comunità appare maggiormente concorde. Il tragitto storico e millenario della Ballata costituisce un elemento identitario imprescindibile e deve rimanere tale, senza modifiche che possano alterarne il valore storico, religioso e culturale.

Infine, il Pubblico. Se davvero si vuole fare della Festa dei Gigli un appuntamento internazionale permanente, inserito stabilmente nei grandi circuiti turistici mondiali, occorre mettere gli spettatori nelle condizioni di vivere pienamente l’evento, seguendo la Ballata dall’inizio alla conclusione in condizioni di sicurezza, accessibilità e partecipazione. Una manifestazione di tale portata non può limitarsi a essere patrimonio dei soli nolani: resta profondamente radicata nella città, ma appartiene ormai anche al patrimonio culturale dell’umanità. Per questo deve essere organizzata affinché cittadini, visitatori, turisti e appassionati possano viverla e condividerla in egual misura.

La Festa dei Gigli continua così a dimostrare la propria straordinaria forza identitaria. Custodirla significa non soltanto conservarne la memoria, ma renderla sempre più moderna nell’organizzazione, senza tradirne l’essenza. È questa la sfida che attende Nola: proteggere la propria storia guardando al futuro.

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